La mia esperienza assolutamente positiva col miglioramento personale

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Stamattina mi sono svegliato con le finestre aperte perché ho letto su un blog che permettere alla luce naturale di toccarti le spalle dolcemente per rinsavirti dal sonno favorisca la produzione di serotonina e ti ricongiunga almeno in parte con l’homo sapiens che c’è ancora ben nascosto dentro di te. 

Ero completamente nudo, senza mutande, per favorire la circolazione nelle gambe, e avevo una splendida erezione. La portoricana della finestra di fronte mi fissava scioccata, minacciando di chiamare la polizia. Sono rotolato giù dal letto di fretta, e già il primo auspicio della giornata è stato rovinato: forse dovrei abitare in un attico con una vetrata che da su Central Park come Joe Bastianich? Purtroppo, dati i miei 34 euro sul conto, direi che sia un’ipotesi altamente improbabile. Per ora. Ho appena cominciato a seguire su Instagram “mentalità milionaria”.

A colazione ho mangiato uno yogurt greco zero grassi e 5 mandorle. Dicono che le proteine ti aiutino a stabilizzare la glicemia e robe del genere. Prima o poi la pancia sparirà. Ho smesso anche con la caffeina, che ti eccita i neuroni e li fa girare a vuoto come le palline del Pinball. Sto lentamente cercando di ricalibrare la mia attenzione sul momento presente. Il passato non esiste più, e il futuro è incerto (dicono). Tutto quello che abbiamo è il presente. 

Ma il mio presente è  ancora l’erbazzone unto che mordo al bar subito prima di entrare in ufficio, con un bel caffè rovente che mi erode le pareti intestinali; il mio presente è lo svapo gusto mango per fumare il quale tengo la telecamera spenta nelle riunioni. 

Sto cercando quasi sempre di mangiare sano a pranzo. Spesso mi capita di prendere un secondo non condito. Quando mi chiedono se per caso desideri del pane, rispondo fermamente di no. Metto il telefono girato di schiena sul tavolo per non vedere le notifiche e non distrarmi; cerco di interagire con le persone, ascoltarle, unirmi al discorso. 

Ma solo stamattina ho matchato 4 nere su bumble. Una mi sembra di averla già vista sulla contrada. Ero nel mio ufficio, stavo ravanando i miei lamponi con la mano destra, telefono nella sinistra, in panciolle, quando è entrata la signora del backoffice strabica. Dice che ha bussato ma stavo ascoltando una lezione di Harvard digital su come il sesso impatti le nostre vite – probabilmente non ho sentito. Ho avuto un mezzo sussulto. Ho ingoiato il fumo dello svapo per non farmi beccare e ho riportato la mia zona lombare in posizione da vertebrato. La collega mi chiede un’opinione su qualcosa ma non riesco a starla a sentire, ha un brufolo sul mento. Le cose terrene non mi interessano più. Io sto migliorando, sto diventando Buddha. Un giorno spiccherò il volo dalla mia sedia con le rotelline, e dei cazzi vostri ve ne dovrete occupare voi. 

Non bevo quasi più. Percepisco lo stress a cui sottopongo il mio organismo e la mia mente quando ingerisco 5-6 birre a stomaco vuoto. Se esco, ordino un’acqua gasata col limone, che mi aiuta a digerire e mi permette di mantenere alta la mia motivazione verso gli Enormi Progetti che sto portando avanti. C’è una voce dentro di me che mi ricorda sempre che tutti gli altri non combineranno mai niente; solo io ho capito. Solo io. 

Dicono che 21 giorni servano per creare un’abitudine, 90 per uno stile di vita. Io sto costruendo per me stesso uno stile di vita sano, salutare, sostenibile. Le persone saranno attratte dalla mia luce. Ho iniziato a usare la tecnica della visualizzazione creativa per risultare più performante nel momento di massima pressione. Mi siedo al buio e immagino di incontrare Federica Nargi davanti a Zara in Via Emilia. Mi tolgo gli occhiali da sole, la guardo e le dico: “Ti va di venire con me a Mirabilandia, dolcezza?”. Ammaliata dalla mia sicurezza, lei accetta l’invito. Dopo qualche giostra, le compro lo zucchero filato e vicino agli armadietti, mentre lei si sta cambiando la canottiera bagnata dopo il violento naufragio del Rio Bravo, le cingo la vita con un braccio e la bacio. Decidiamo di andare a casa mia per consumare. 

In tutto questo, sono ancora nel mio ufficio. La signora strabica bussa ma le dico che sono in call. Ho appena spuntato un prezzo favorevole per una transazione con dei fabbricanti di chiodi del Delaware. Tutto questo perché ho letto un libro che ti spiega le armi della negoziazione. L’ho letto prima di quello per diventare vegano. Voglio smetterla con la carne. E’ cancerogena, fa male all’ambiente. In più sto adottando una tattica di digiuno particolare: ho il frigo vuoto per non mangiare mai dentro le mura di casa mia. Sta funzionando, ieri sera sono dovuto uscire e fare 500 metri per arrivare dal kebabbaro. 

Infine, la meditazione. Da quando medito 10 minuti al giorno sul mio tappetino della Decathlon, sono un uomo nuovo, stoico. Sono riuscito a mantenere la calma quando ho beccato il vigile che mi faceva la multa perché non avevo pagato il parcheggio. Non ho nemmeno sbraitato quando la mia ragazza mi ha detto che mi aveva tradito col batterista latino americano di Benji e Fede. L’ho accettato, probabilmente non sono l’uomo giusto per lei e a letto non riuscivo a soddisfarla del tutto. Probabilmente non ho praticato la visualizzazione creativa per il tempo necessario a renderla efficace. Non ho ancora liberato la tigre sessuale dentro di me: sono vittima del mio giudizio. Devo continuare con la pratica, ma ci arriverò. Non me la sento di fargliene una colpa. Leggerò “The inner game of tennis” per gestire la pressione di un amplesso come farebbe Djokovic in una finale di Wimbledon.

Soprattutto, però, sono riuscito a scopare con la badante moldava di mia nonna. Normalmente non mi eccito con quel tipo di donna, grande, grossa e verdona; eppure, questa volta, sono riuscito a scindere la mia eccitazione dalla persona con cui stavo per fare sesso. E l’abbiamo fatto, fortissimo, sul bancone della cucina, tra i biscotti fatti in casa e la teglia di tagliatelle al ragù che non avevo finito a pranzo. I drammi, i chiodi, la Nargi, tutto è dimenticato e in quel momento eravamo solo io e lei, uniti in un dolce e caldo abbraccio rumeno. Sto diventando zen. E’ bello vedere che sto crescendo, che sto migliorando, che mi sto evolvendo. Sì, sì, sì. 

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