Non gradirei mangiarmi un boccone con Luigi Mangione

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Ci hanno spiegato, scuotendo la testa, che non sia possibile simpatizzare con l’omicida. Ma allora perché accade? Perché mi sento legato da un filo invisibile al giovane Mangione, ritenuto colpevole di 11 capi d’accusa, tra cui quello terrificante di omicidio volontario?

Brian Thompson era grasso. Ex manager PwC – e potrei fermarmi qui, ma andiamo avanti – 20 anni in UnitedHealth come politicante, viscido scalatore sulla ripida parete della Corporation. Era padre di due. Ma chi non lo è? Anche Putin ha figli. Da questo punto di vista, sono tutti intoccabili. Solo l’anno scorso, il buon culopesante B.T., così lo chiamavano i colleghi (che fantasia!!), aveva guadagnato la bellezza di 10 milioni di dollari.

Ci hanno spiegato che uccidere Brian Thompson non ha avuto nessun senso, che il Sistema esiste, che il Sistema è grande, che non si può incolpare il singolo per le colpe del Sistema. Ma è davvero così? Siamo completamente esenti dalle responsabilità del marciume in cui scegliamo di essere?

Se l’essere umano non ha coscienza del contorno, non è altro che un animale. Un essere non pensante, privo di volontà, totalmente piegato a logiche di più alto livello che non può cambiare – è inutile e impotente, come un pesce nel mare che non si rende conto dell’acqua. L’omicidio di Brian Thompson non cambierà nulla – eppure sono convinto che tutti i molluschi passacarte politicanti come lui, burattini del Sistema, siano andati a letto con qualche pensiero in più, che abbiano quantomeno riflettuto sul loro ruolo all’interno del Sistema, che le mogliettine benpensanti li abbiano abbracciati nel letto, confortandoli e sussurrandogli all’orecchio che non c’è motivo di agitarsi. Magari a qualcuno di questi dinosauri viene ancora duro.

Luigi Mangione era un deficiente. È facile capirlo scrollando il suo profilo X, ragazzetto saccente, staccato dalla realtà, drogato di palestra e miglioramento personale. Ha qualcosa di Patrick Bateman, Luigi Mangione. Probabilmente ha visto Fight Club e non l’ha capito. Probabilmente si era allontanato dalla ricca famiglia in cerca di una vita selvaggia e non aveva più accesso ai fondi necessari per curare la schiena che lo affliggeva a causa dello sport che praticava: surf alle Hawaii, roba che il Padel di noi poveracci rabbrividisceProbabilmente era incazzato perché non aveva accesso alle cure.Mangione mi sta sul cazzo, sia chiaro, come mi sta sul cazzo Thompson. Non aveva nessun motivo per ucciderlo. Non c’era nessun motivo per assassinare a sangue freddo il grasso Thompson nelle luci della mattina Newyorkese.

Eppure, senza rendersene conto, il giovane Italoamericano ha compiuto quella che credo essere oltre ogni definizione data dai media (terrorismo, ecc.) una meravigliosa opera d’arte. Ci annoiamo tutti e le notizie sono tutte uguali, ma questa no, questa era davvero degna di nota proprio perché carica di un simbolismo tipico dei film americani di vecchia data, che ruotano intorno alle grandi domande del tipo “il fine giustifica sempre i mezzi?” o robe simili. Avevamo già parlato di come la politica fosse ormai puro intrattenimento; qui abbiamo raggiunto un altro livello. Magari Clint Eastwood decide di rimandare la sua morte e di farne un film. 

Siamo solo una goccia nell’oceano o abbiamo la testa per scegliere dove stare e le gambe per arrivarci?

Come un fulmine che si scarica a terra, questa idea è arrivata a noi utilizzando come tramite l’altrimenti inutile Mangione. Che marcisca in carcere, sorriso d’argento, avrà molto tempo per allenarsi a corpo libero (e per prenderlo in culo); che si seghi sulle lettere delle giovani tiktokers che si sono innamorate di lui, dato che una donna non potrà più toccarla (ma noi si). Io però lo ringrazio, perché mi sono proprio divertito. 

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