Gianluca Vialli e gli eroi di cui abbiamo solo sentito parlare

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C’è una foto appesa alla parete davanti alla mia scrivania che oggi mi ha rubato l’occhio. Un bambino di pochi mesi, seduto sul letto, sorridente, con addosso la maglietta della Juventus dell’anno della vittoria in Coppa Campioni. 

Gianluca Vialli, ai tempi capitano della Juventus, alzò quella Coppa nel 1996. Fu l’ultima vinta dai bianconeri, l’anno prima che io nascessi. Venne ceduto subito dopo. Non ho mai visto giocare Gianluca Vialli, non è un calciatore che ho vissuto e che ha fatto parte della mia epoca. Ma la maglietta non era semplicemente della Juventus, la maglietta era la sua, era la maglietta di Vialli. Non c’era nessun numero dietro, ma questo l’ho sempre dato per scontato. 

Gianluca Vialli mi è stato tramandato oralmente da mio padre. Ricordo una videocassetta che mi veniva propinata a intervalli regolari, contrapposta a quella di Ronaldo il fenomeno che mi faceva vedere mio zio interista. C’erano gol su gol, e una meravigliosa rovesciata che mi è rimasta particolarmente impressa. 

Non potevo vedere le partite, per cui questo campione un po’ lo ricostruivo tramite i racconti di mio padre, e un po’ me lo dovevo immaginare: pensavo a un omone pelato, super muscoloso, che spostava tutti gli avversari in campo, addirittura li saltava come un cavallo fa con gli ostacoli, e sfondava la porta con assoluta facilità. Nella mia testa era infallibile, praticamente un eroe. 

Quando un giocatore lo vedi con i tuoi occhi, ne ammiri il talento ma ne riconosci anche le fragilità, la paura di fallire. Vedi Messi, durante la finale di domenica: nonostante il talento, è uno come noi. 

Quando penso a Vialli, invece, penso all’esaltazione di mio padre quando ne parlava, a quella videocassetta che ormai ho quasi dimenticato e a quella rovesciata, che sicuramente sarà stata goffa, ma che il mio ricordo sbiadito ha trasformato nell’immagine di un uomo gigante che va a colpire la luna con la punta della scarpa. Non ho mai visto giocare Gianluca Vialli, eppure è sempre stato uno dei miei calciatori preferiti. 

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