Bastianina e una vita ragionevole: riflessione sull’ultraspecializzazione

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Bastianina aveva scelto di fare l’igienista dentale perché, una volta finite le superiori, le avevano spiegato che una professione come quella sarebbe stata ragionevole, che le avrebbe permesso di avere una vita dignitosa e mettere da parte qualche soldino. Inizia così un percorso di studi che terminò solo tre anni dopo, la testa china e i libri sotto braccio, camminando rapidamente nei corridoi della facoltà prima, dell’ospedale poi, dove fece pratica, sempre tenendo alto il suo livello di attenzione che le avrebbe permesso in un secondo momento di essere una professionista seria e rispettata e di svolgere con dignità la sua professione di igienista dentale.

Bastianina vestiva in modo ragionevole, normalmente una camicia dentro i pantaloni che non risultasse troppo “baggy” ma non mettesse particolarmente in risalto il suo seno di dimensioni ragionevoli. Le sue scelte in fatto di uomini erano sempre state ponderate e ragionevoli: ne aveva avuti due, il primo un po’ più pazzerello, dai 16 ai 18 anni circa, come l’età permette; il secondo, dai 20 ai 24, era un ragazzo più serio, stempiatura in avanzamento sulla Waterloo del suo Capo, studente di ingegneria del Veicolo barba-munito, che le mandava i messaggi del buongiorno e della buonanotte, la abbracciava e la ascoltava quando Bastianina esplodeva e non riusciva più a tenere dentro il suo astio per l’eccentrica Faustina, rampante e sexy rappresentante degli studenti nel suo corso di Igiene Dentale. Se la prima delle sue relazioni era terminata a causa dello scarso impegno e interesse che il ragazzo aveva nei confronti della Suddetta, almeno a detta di lei; la seconda terminò perché il giovane ingegnere neolaureato aveva in modo ponderato e ragionevole scelto di andare a vivere a Rotterdam, dove avrebbe coronato il suo sogno di guadagnare un ragionevole stipendio facendo il ricercatore nell’ambito che più gli era congeniale: i cuscinetti per gli ingranaggi dei motori elettrici degli aspirapolveri robotici. Bastianina c’era rimasta particolarmente male, dedicando un ragionevole lasso di tempo all’uscire con le amiche nei locali della provincia e a bere ragionevolmente più del solito, andando a letto persino con due ragazzi più grandi, di cui uno con tatuaggi e senza preservativo; e coronando questo momento di Ponderata Follia con una splendida vacanza ad Ibiza insieme alla rispolverata Faustina, che nel frattempo aveva messo su qualche chilo e non rappresentava più una minaccia per la seppur ragionevolmente invidiosa Bastianina, che Natura aveva solo moderatamente munito.

Nel suo lavoro Bastianina era molto seria, come aveva sempre sognato di essere, ed era sempre apprezzata in tutti gli studi in cui lavorasse. A tutti quelli che Le domandassero come fosse il suo lavoro, lei rispondeva “stressante”, “non è facile stare tutti i giorni a contatto con le persone, ma alla fine è probabilmente quello che mi riesce meglio e che mi da energia”; ed è proprio qui che mi inserisco Io, l’Irragionevole Pony, quel giorno puzzolente andante dal dentista per il mio check-up annuale.

Sedendomi sulla poltrona noto il ragionevole sorriso di Bastianina, so che mi vuole attaccare; mi difenderò strenuamente, con quello che rimane dei capelli del suo secondo ragazzo. Inizia subito con una battuta sul fatto che ad ottobre quasi tutti hanno il raffreddore, ed è lì che mi rendo conto di quanto sia vera e tangibile la sua attitudine verso i rapporti umani. Io mi limito ad annuire, con le mani in tasca e un sorrisetto, in attesa della prossima Acuta Osservazione. Mi dice che adora le caramelle, e io le rispondo che non è certo ragionevole per un’igienista dentale; mi parla delle sue vacanze, che ora passa in modo più tranquillo rispetto a quando avesse la mia età, inducendone una Verità Assoluta (Dio sa quanto le Odio); mi chiede dove si trovi il mio ufficio e se ci sia traffico sulla strada per raggiungerlo; le rispondo che non capisco per quale motivo le interessi la quantità di tempo in eccesso che impiego per arrivare al lavoro.

Lei mi guarda in modo strano, quasi come se qualche circuito nel suo cervello-motore fosse andato in tilt. Mi sono reso conto in quel momento di come Bastianina si fosse robotizzata: fa qualche movimento a scatti con la testa, strizza un po’ l’occhio sinistro; poi si ricompone e procede con la pulizia dei denti, come in catena di montaggio, un moto perpetuo, come la famosa pubblicità della Rolex, ma, in questo caso, con un po’ meno Appeal (se posso permettermi [e mi permetto]).

Il mondo moderno va verso una specializzazione che non concepisco. Dall’età di 19 anni, e per alcuni prima, una persona è chiamata a selezionare l’ambito in cui si calerà in profondità per il resto della propria esistenza, e che la definirà in tutto e per tutto, arrivando a fingere passione e amore – ma la Vita è Altrove. Siamo destinati a occuparci di un millimetro quadrato di un argomento, per l’eternità. Esistono circa 60mila facoltà differenti, e non mi sorprenderei se in futuro ce ne fosse una a testa.

Solo un modo più facile per controllarci? Renderci prevedibili? La sicurezza non è Libertà.

I choose to believe what I was programmed to believe” – Futurama 

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